Today's a Brand New Day

sì, certo, come no.

Posts contrassegnato dai tag ‘giovani’

il coraggio delle parole

Pubblicato da Federi' su 26 Marzo 2009

Saviano da FazioFabio. Il coraggio in prima serata è certamente un evento. E non solamente televisivo. Il coraggio di guardare in camera e dire che la camorra è uno schifo, che la vita nelle terre di camorra è uno schifo, che i ragazzi delle terre di camorra vengono derubati ogni giorno della loro felicità. La potenza delle parole. Le parole che si fanno luce tagliente ad illuminare il nero che la criminalità organizzata stende sulle terre dove regna. Le parole che dicono della paura di chi ha scelto, quasi incosciamente, di provare a liberare la sua terra da questa piaga. Oltre due ore di parole: dure, vere, coraggiose, tristi, come gli occhi di Roberto Saviano, la sua “non-vita” vissuta con consapevolezza ma con forte angoscia, la paura di non avere più una vita normale.
Una serata televisiva come quella di ieri su RaiTre meriterebbe cittadinanza in tutte le scuole “di ogni ordine e grado” di questa disperata penisola che giorno dopo giorno rinuncia ad un pezzetto della sua sovranità e, quindi, della sua felicità, del suo futuro, anzi del suo presente.

Grazie a Roberto Saviano, al suo coraggio, alla sua capacità di utilizzare le parole per abbattere il muro di silenzio che la cultura di mafia e camorra hanno istillato, goccia dopo goccia (di sangue) nel nostro Paese.

Siamo con te.

Pubblicato su politìk, pubblico servizio, riflessioni ad alta voce | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 1 Commento »

“signora mia”

Pubblicato da Federi' su 15 Dicembre 2008

Mi piacerebbe che almeno la nostra generazione non cadesse nella solita trappola dell’età adulta che tutti abbiamo cercato di combattere quando eravamo al liceo, da una parte o dall’altra, vale a dire: “i giovani, signora mia, guardi, proprio non si capiscono, ma che vorranno con quei capelli, con quei vestiti, con quelle facce, con quelle cose orrende che dicono; ai tempi nostri era tutto diverso, eravamo migliori, più consapevoli, etc. etc. etc.”
Questa è la malattia per eccellenza di questo disgraziatissimo Paese: non credere ai giovani, per partito preso, non ascoltarli mai o quasi, liquidare le loro intuizioni o farneticazioni come ingenue, ignoranti, ribelliste, etc. etc.
Magari per normalizzarli alla prima occasione utile.
E così ci ritroviamo con una classe dirigente ottuagenaria o quasi, che cammina con la testa rivolta all’indietro, che non è in grado di progettare uno straccio di futuro perché non ne ha più da almeno vent’anni.
Io non credo che noi, e chi è venuto dopo di noi, abbia sprecato tempo ed energie: molte delle battaglie combattute in buona fede, con energia e passione, avevano valore, per lo meno nel momento in cui venivano affrontate; quello che forse è mancato è stato l’affinarle ed arricchirle con l’esperienza, la maggiore età e la consapevolezza, trasformarle in azione politica vera e propria, mentre molti arrivati al traguardo del posto di lavoro e della famiglia, si sono accontentati, hanno smesso di guardare al “collettivo” per concentrarsi sul proprio “particulare”.
Mi spiace ma vedo tanta energia positiva anche oggi, ingenua per certi versi, sgangherata e velleitaria, ma fresca e partecipata, per la prima volta slegata da simboli rimasti gli stessi per cinquant’anni, magari possiamo non essere d’accordo con nulla di quanto rivendicato, ma ridurre la nuova generazione solamente ad “Amici” et similia lo ritengo sbagliato: prendete ad esempio questo mezzo, proprio questo (social o blog che sia) che noi quarantacinquenni stiamo utilizzando, impacciati e facendo un errore dopo l’altro, la nuova generazione ne sta dettando la grammatica e la sintassi e noi, come mammuth, facciamo fatica a comprenderne i meccanismi e i processi, proprio come quando noi usavamo/ascoltavamo le radio libere e i “matusa” ci bollavano come noi oggi rischiamo di fare con le nuove generazioni: le radio libere sono diventate “mainstream” alla faccia di chi non ci credeva e dando ragione ai visionari, probabile che succeda anche da queste parti.

Poi i coglioni e i superficiali ci sono sempre stati e ognuno di noi ne ha avuto qualche esemplare proprio nel banco accanto, no?

Pubblicato su farneticaziùn, riflessioni ad alta voce | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Lascia un commento »