Today's a Brand New Day

sì, certo, come no.

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ragazzo

Pubblicato da Federi' su 20 Luglio 2009

Salivamo in auto verso Torino per assistere al concerto degli U2. Eravamo allegri. Poi sono iniziate ad arrivare le notizie da Genova: la stessa città dove Bono stava incontrando i signori della terra per chiedere aiuti per l’Africa.

Poi la notizia un ragazzo morto, forse uno spagnolo, forse più di uno. Sgomento. Confusione.

La sera il concerto fu grandioso ma immerso in uno spleen che ne soffocò la potenza. Un ragazzo, come tanti erano lì al concerto, era stato ucciso in una specie di mattanza.

Non dimentichiamolo mai: Carlo Giuliani, un ragazzo come tanti.

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Una brutta pagina…

Pubblicato da Federi' su 14 Novembre 2008

Genova 2001 si aggiunge al tristissimo elenco di pagine vergognose della storia di questo paese.

Un ennesimo mistero, in questo caso relativo alle responsabilità di chi doveva tutelare i pacifici e prevenire i violenti.

Un mistero come sia stato possibile che pochi sottoposti abbiano avuto la possibilità di rompere teste e denti e mascelle e braccia ai pacifici occupanti della Diaz, sfuggendo al controllo dei propri comandanti.

Un mistero come sia stato possibile sospendere le garanzie costituzionali a Bolzaneto con l’umiliazione e le percosse e il sequestro di decine di manifestanti pacifici.

Un mistero come sia stato possibile lasciar fare i “Black Block” e caricare l’autorizzato corteo delle Tute Bianche (bianco e nero: sono abbastanza diversi e distinguibili anche da un daltonico, o no?).

Un mistero cosa facessero i vertici di AN nelle sale operative dei carabinieri e della polizia nei giorni del G8.

Non è un mistero che allora fosse in carica un governo Berlusconi e che oggi, nei giorni della sentenza sulla Diaz, ci sia nuovamente e che tutti gli allora vertici delle forze dell’ordine presenti a Genova, siano stati promossi a incarichi superiori, quasi “premiati” per quanto fecero.

Non è un mistero che un ragazzo sia stato ucciso in piazza Alimonda in circostanze, queste sì, ancora misteriose, e non è un mistero che sia stata addossata tutta la colpa a un giovane carabiniere che avrebbe esploso il colpo mortale, senza che nessuno dei suoi comandanti sia stato coinvolto in una responsabilità, perlomeno indiretta.

Non è un mistero che con Genova 2001 si sia assestato un colpo mortale al movimento no-global che da allora è sparito dalla ribalta mediatica mondiale, ricacciato nell’underground dal quale non può fare troppi danni.

Qualcuno dal centrodestra dice, con soddisfazione, che, con questa sentenza sull’assalto alla Diaz, si è smontata la tesi del complotto: sono d’accordo, il complotto è parola che evoca situazioni ottocentesche, pochi uomini intorno ad un tavolo illuminato da lampada ad olio e armati di polvere da sparo, corde e coltelli.

A Genova non si è trattato di un complotto, ma della messa in opera di una strategia complessiva volta a ridimensionare un movimento di massa che ambiva a ridiscutere gli assetti di quel potere che ha reagito nell’unico modo che gli permettesse di restare saldamente al proprio posto: con la forza bruta.

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ci risiamo…

Pubblicato da Federi' su 29 Ottobre 2008

Cossiga docet, Berlusconi facit.

Stamattina un gruppetto di finti studenti di destra ha aggredito i manifestanti di P.zza Navona sotto lo sguardo indifferente della Polizia: dopo un po’ anche le “Forze dell’ordine” hanno dato il loro contributo.

Insomma ci risiamo: il dissenso in questo Paese, soprattutto con i governi di centrodestra, Genova 2001 insegna, non ha diritto di cittadinanza, un giorno, due al massimo, poi la dottrina Cossiga viene applicata, sistematicamente.

Il decreto Gelmini è passato nella totale indifferenza dell’attuale maggioranza per il giudizio di tanta parte della società civile: gli insegnanti, gli studenti, i genitori. Quand’anche non fossero la maggioranza, ma un’esigua porziuncola di diretti interessati, in una sana democrazia, il governo avrebbe il dovere di ascoltarla preventivamente, di trovare un punto di mediazione, di conquistarla alle proprie posizioni, ove possibile.
Il governo Berlusconi ter (o quater, non ricordo) invece, affronta qualunque questione come se si trattasse di decidere se mandare in onda striscia la notizia contro il commissario Montalbano o meno: un affare puramente interno al board di Mediaset e nulla più.

Berlusconi confonde (o fà finta) l’efficienza di un governo con il decisionismo spinto, la democrazia con la gestione aziendale: insomma, in questo, è sì paragonabile ad un regime la sua interpretazione dell’agire politico, non nascondiamoci dietro ad un dito.

I prossimi giorni potrebbero essere (speriamo fortemente di no, ovviamente) una rinnovata Genova del G8 o una riedizione di Roma ‘77, con proiettili vaganti e vittime innocenti: purtroppo la storia, anche recente, non insegna nulla…

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Lettura consigliata

Pubblicato da Federi' su 20 Luglio 2008

Immagine di Non lavate questo sangue

a sette anni da quelle giornate terribili e a pochi giorni dalla sentenza sulle violenze di Bolzaneto: consiglio questa lettura a chi volesse avere una fotografia di quell’immondo G8.

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