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sì, certo, come no.

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allora smetti, no?

Pubblicato da Federì su 18 Marzo 2009

Berlusconi, il nostro amato Presidente del Consiglio, si sfoga, come farebbe una casalinga stressata, stanca del proprio ruolo di stira-spolvera-rassetta-portaascuolaifigli-emiomaritomaichemiaiutasse, o come un lavoratore precario, magari multilaureato che non trova il lavoro che pensa di meritare; sì, si sfoga e dice che il ruolo di Presidente del Consiglio gli fa schifo, proprio così ha detto: gli fa schifo.
Come ai bambini che non gli piace la verdura cotta e, viziatelli, dicono: “mamma, non la voglio”, “perché amato pargolo mio?”, “perché mi fa schifo!”.
La mamma degli anni ‘60 e ‘70, a questo punto mollava il pizzone educativo e la verdura andava giù; quella anni ‘80 e ‘90 mollava la battaglia e non insisteva; quella degli anni 2000 non si sogna mai e poi mai di proporre verdura cotta, tutt’al più un kinder fettaallatte, sì anche a cena!
Ma non divaghiamo (ché mi riesce facile): il Berlusconi schifa fare il Presidente del Consiglio, negli ultimi 21 giorni non ha mai dormito nello stesso letto (apperò!), ogni giorno deve recitare una parte diversa ed è stanco, nonostante, come tutti sappiamo, abbia un’età fisica di circa 25 anni (ogni anno recupera un anno indietro: miracoli di Scapagnini…).
Bene, caro Berlusconi, ti capiamo e comprendiamo il tuo dramma: tu pensavi di fare il Pres del Cons, tra parate e gi-otti, tra feste in ambasciate con caviale del pùtin e sciampagne della sarkosyzia, tra belle ministre e qualche panfilo di amici di amici.
Purtroppo tutte le volte che ti è toccato salire a Palazzo Chigi ti è crollato il mondo addosso (porti un po’ sfiga, eh?): e l’11 settembre e la crisi dei suppràim e il bossi preictus…
Ma se tifa così schifo e ti stanca così tanto perché non smetti?
Sì ci mancheresti un casino, certo avremmo grandissime difficoltà a trovare un sostituto degno e non sapremmo più con chi farci venire il fegato amaro, lasceresti un sacco di persone senza lavoro: dai tuoi tirapiedi ai comici che su di te hanno fatto fortune, ma, giuro, seppur tra mille difficoltà e ambasce, ce ne faremmo una ragione, amara, ma ce la faremmo.
Insomma, a noi che ti vogliamo bene, viecci a dire: “mi fa schifo!” perché noi, nati negli anni ‘60 abbiamo imparato dalle mamme di cui sopra: e una bella pizza educativa non te la toglie nessuno!

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metodo

Pubblicato da Federì su 28 Luglio 2008

in una realtà organizzata il metodo segna il crinale fra i successi e i disastri: laddove difetti il metodo, il disastro è assicurato.

la creatività attiene ad altri ambiti anche se, diceva qualcuno, c’è del metodo in questa follia.

ancora una volta, oggi, sono stato testimone dell’assoluta assenza di metodo e dell’inevitabile susseguente disastro (non ci sono vittime, tranne il mio fegato, ça va sans dire…)

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