Santoro sbaglia i toni rendendo le inchieste odiose a qualcuno, inascoltabili a molti: peccato rimane solamente la Gabanelli.
Berlusconi lunedì ha parlato di tempi rapidi per la ricostruzione, nessun aiuto dall’estero e di “new aquila”.
Berlusconi giovedì ha detto che i tempi della ricostruzione saranno lunghi e occorreranno 10mld di euro.
Berlusconi oggi ha ritirato fuori la necessità di maggiori poteri al Premier da sottrarre al Parlamento, tra una messa funebre e una scossetta di terremoto, così che non si notasse troppo.
Demagistris, ad AnnoZero, ieri ha parlato di cose semplici e facilmente intelligibili anche all’italiota medio inebetito dal berlusconismo più invadente: punire i direttori dei lavori dei cantieri che non rispettano le norme, cancellare dalle liste delle Ditte abilitate quelle che non rispettano le norme e impedire che possano essere riaperte sotto altre ragioni sociali, fare rispettare le leggi che esistono piuttosto che di scriverne ogni volta di nuove senza applicarle e/o farle rispettare. Ha detto che se il ciclo del cemento è in mano a mafia e camorra non dobbiamo stupirci se poi le costruzioni vengono giù al primo tremolìo della terra.
La solidarietà degli Italiani per i cittadini Abruzzesi è stata esemplare, come sempre in queste occasioni: il sospetto è che qualcuno ne approfitti per rinviare sine die il tempo della pianificazione, della riorganizzazione e della prevenzione dei disastri che incombono sul nostro territorio, a rischio idrogeologico, sismico e di inquinamento da rifiuti.
Una straordinaria parte la hanno avuta i social network in questi giorni di difficoltà: in diretta dalle zone colpite dal sisma sono arrivate le prime indicazioni di quanto succedeva via twitter o friendfeed, e poi gli aggiornamenti, le richieste di aiuto e le aggregazioni per portare aiuto e le segnalazioni di bufale o truffe che si stavano tentando approfittando della vicenda. Rapidi, puntuali e dettagliati: sono la realtà di cui sempre più si deve tener conto anche nell’organizzazione e nella gestione dell’informazione in momenti di crisi.
Non abbassiamo la guardia: controlliamo tempi e criteri della ricostruzione delle case dei nostri vicini d’Abruzzo, non dimentichiamoci di loro passata l’onda dell’emozione. Facciamo sentire la pressione e l’attenzione di tutti gli Italiani verso chi gestirà il dopo terremoto del 6 aprile 2009: è un impegno che dobbiamo agli abruzzesi e a noi tutti, per la nostra dignità.




