Scusi Signor Presidente del Consiglio,
soprassedendo per un attimo sulle questioni Escort, Corruzione in atti giudiziari, Lodo Mondadori, Le vorrei chiedere conto di una promessa fatta giusto un anno fa all’inizio della crisi finanziaria nel nostro Paese, quando Lei affermò che l’erogazione del credito alle piccole e medie imprese da parte delle Banche Italiane, fondamentale per la tenuta dell’economia, sarebbe stato garantito dalla supervisione dei Prefetti sull’attività delle banche stesse.
Bene che ne è stato di quegli incarichi?
Quanti Prefetti hanno svolto l’attività da Lei indicata e con quali risultati?
Quante PMI hanno beneficiato di questo supporto da parte dello Stato (i Prefetti) e in che misura questo supporto ha influito sui risultati economici delle aziende stesse?
Qual’è il beneficio complessivo di quest’attività all’economia del Paese?
Quanti disoccupati in meno questa attività ha prodotto?
Dopo che mi avrà, cortesemente ma sollecitamente, snocciolato dati e fonti verificabili poi abbia cura di spiegare a tutti gli italiani (anche quei “coglioni” che non l’hanno votata) perché continua a promettere cose e a non mantenerle.
In attesa di cortese riscontro, La ringrazio.
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Scusi Presidente
Pubblicato da Federì su 8 Ottobre 2009
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Il ritorno
Pubblicato da Federì su 25 Settembre 2009
E’ tornato Santoro.
Sono tornate le polemiche.
Ho visto la puntata fino a poco prima delle undici.
Mi è piaciuto il cappello di Michele Santoro: siamo diversi e rivendichiamo il diritto di essere diversi, vuol dire essere contro? non credo, credo voglia dire volere una democrazia più sana e sicura (più o meno, questo il succo).
Mi è piaciuto il mandare in onda il video della risposta di Berlusconi alla domanda del giornalista di “El Paìs” con Zapatero presente: quello in cui dice delle cose inascoltabili sulla presenza delle donne nelle sue campagne elettorali, e quello di Brunetta in cui dice che il 30% degli italiani sono fannulloni che non hanno mai lavorato e vivono alle spalle di quelli che si fanno un mazzo così.
(Brunetta pareva Paolo Rossi nella sua più riuscita imitazione).
Per il resto è il solito grandissimo casino: dove gli ascrivibili al centrodestra spendono parole e urla per difendere Berlusconi a prescindere e quelli ascrivibili al centrosinistra spendono parole per difendersi dagli attacchi utilizzati dai centrodestri per difendere il loro comandante in capo.
L’unica Signora in studio, direttore de L’Unità, è stata come sempre fatta bersaglio di scostumatezza da parte dei maschi centrodestri e, nonostante ciò, ne è uscita come fosse un gigante e per la capacità di replicare e smentire e per quella di provare ad approfondire concetti altrimenti troppo facilmente lasciati passare senza attenzione, nonostante la loro evidente importanza.
Travaglio ha descritto con il suo fare molto furbo fatti che in altri paesi porterebbero a dimissioni immediate i politici coinvolti (Berlusconi e D’Alema, nello specifico di ieri sera).
Tutto però nel solito clima per cui vengono buttate sul tavolo affermazioni accompagnate da urla che non vengono approfondite ma lasciate lì ad ammuffire in attesa del personale delle pulizie al mattino dopo.
Mentana: inutile, pare sempre sia in attesa di una telefonata di qualcuno che gli ridia la direzione del tiggicinque e quindi non si sbilancia, mai.
L’intervista a Feltri mostra un’ottima capacità di fare inchiesta ma, non essendo possibile ragionarci serenamente in studio, rimane anch’essa lì, appesa senza sviluppi.
Se non fossero schiavi dell’auditel mi permetterei di dire a Santoro di invitare al massimo quattro persone, possibilmente non politici di spicco e di legare di più gli interventi in studio ai servizi mandati in onda senza mettere troppa carne al fuoco: forse così mi risponderebbe di guardare “L’infedele” di Gad Lerner e lasciar perdere RaiDue.
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appunti sparsi
Pubblicato da Federì su 10 Aprile 2009
Santoro sbaglia i toni rendendo le inchieste odiose a qualcuno, inascoltabili a molti: peccato rimane solamente la Gabanelli.
Berlusconi lunedì ha parlato di tempi rapidi per la ricostruzione, nessun aiuto dall’estero e di “new aquila”.
Berlusconi giovedì ha detto che i tempi della ricostruzione saranno lunghi e occorreranno 10mld di euro.
Berlusconi oggi ha ritirato fuori la necessità di maggiori poteri al Premier da sottrarre al Parlamento, tra una messa funebre e una scossetta di terremoto, così che non si notasse troppo.
Demagistris, ad AnnoZero, ieri ha parlato di cose semplici e facilmente intelligibili anche all’italiota medio inebetito dal berlusconismo più invadente: punire i direttori dei lavori dei cantieri che non rispettano le norme, cancellare dalle liste delle Ditte abilitate quelle che non rispettano le norme e impedire che possano essere riaperte sotto altre ragioni sociali, fare rispettare le leggi che esistono piuttosto che di scriverne ogni volta di nuove senza applicarle e/o farle rispettare. Ha detto che se il ciclo del cemento è in mano a mafia e camorra non dobbiamo stupirci se poi le costruzioni vengono giù al primo tremolìo della terra.
La solidarietà degli Italiani per i cittadini Abruzzesi è stata esemplare, come sempre in queste occasioni: il sospetto è che qualcuno ne approfitti per rinviare sine die il tempo della pianificazione, della riorganizzazione e della prevenzione dei disastri che incombono sul nostro territorio, a rischio idrogeologico, sismico e di inquinamento da rifiuti.
Una straordinaria parte la hanno avuta i social network in questi giorni di difficoltà: in diretta dalle zone colpite dal sisma sono arrivate le prime indicazioni di quanto succedeva via twitter o friendfeed, e poi gli aggiornamenti, le richieste di aiuto e le aggregazioni per portare aiuto e le segnalazioni di bufale o truffe che si stavano tentando approfittando della vicenda. Rapidi, puntuali e dettagliati: sono la realtà di cui sempre più si deve tener conto anche nell’organizzazione e nella gestione dell’informazione in momenti di crisi.
Non abbassiamo la guardia: controlliamo tempi e criteri della ricostruzione delle case dei nostri vicini d’Abruzzo, non dimentichiamoci di loro passata l’onda dell’emozione. Facciamo sentire la pressione e l’attenzione di tutti gli Italiani verso chi gestirà il dopo terremoto del 6 aprile 2009: è un impegno che dobbiamo agli abruzzesi e a noi tutti, per la nostra dignità.
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allora smetti, no?
Pubblicato da Federì su 18 Marzo 2009
Berlusconi, il nostro amato Presidente del Consiglio, si sfoga, come farebbe una casalinga stressata, stanca del proprio ruolo di stira-spolvera-rassetta-portaascuolaifigli-emiomaritomaichemiaiutasse, o come un lavoratore precario, magari multilaureato che non trova il lavoro che pensa di meritare; sì, si sfoga e dice che il ruolo di Presidente del Consiglio gli fa schifo, proprio così ha detto: gli fa schifo.
Come ai bambini che non gli piace la verdura cotta e, viziatelli, dicono: “mamma, non la voglio”, “perché amato pargolo mio?”, “perché mi fa schifo!”.
La mamma degli anni ‘60 e ‘70, a questo punto mollava il pizzone educativo e la verdura andava giù; quella anni ‘80 e ‘90 mollava la battaglia e non insisteva; quella degli anni 2000 non si sogna mai e poi mai di proporre verdura cotta, tutt’al più un kinder fettaallatte, sì anche a cena!
Ma non divaghiamo (ché mi riesce facile): il Berlusconi schifa fare il Presidente del Consiglio, negli ultimi 21 giorni non ha mai dormito nello stesso letto (apperò!), ogni giorno deve recitare una parte diversa ed è stanco, nonostante, come tutti sappiamo, abbia un’età fisica di circa 25 anni (ogni anno recupera un anno indietro: miracoli di Scapagnini…).
Bene, caro Berlusconi, ti capiamo e comprendiamo il tuo dramma: tu pensavi di fare il Pres del Cons, tra parate e gi-otti, tra feste in ambasciate con caviale del pùtin e sciampagne della sarkosyzia, tra belle ministre e qualche panfilo di amici di amici.
Purtroppo tutte le volte che ti è toccato salire a Palazzo Chigi ti è crollato il mondo addosso (porti un po’ sfiga, eh?): e l’11 settembre e la crisi dei suppràim e il bossi preictus…
Ma se tifa così schifo e ti stanca così tanto perché non smetti?
Sì ci mancheresti un casino, certo avremmo grandissime difficoltà a trovare un sostituto degno e non sapremmo più con chi farci venire il fegato amaro, lasceresti un sacco di persone senza lavoro: dai tuoi tirapiedi ai comici che su di te hanno fatto fortune, ma, giuro, seppur tra mille difficoltà e ambasce, ce ne faremmo una ragione, amara, ma ce la faremmo.
Insomma, a noi che ti vogliamo bene, viecci a dire: “mi fa schifo!” perché noi, nati negli anni ‘60 abbiamo imparato dalle mamme di cui sopra: e una bella pizza educativa non te la toglie nessuno!
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Vae Victis
Pubblicato da Federì su 3 Dicembre 2008
Brutta cosa l’abitudine. Non si nota più il peso di certe affermazioni, la storia che dovrebbero evocare e la reazione naturale che dovrebbero suscitare.
Invece poco o nulla.
Il Premier invita i direttori di grandi quotidiani a dimettersi e a vergognarsi (anche ad ordine invertito) e i soliti pochi si scandalizzano: è fatto così.
La volta scorsa, l’effetto fu la sparizione dal video di Santoro, Luttazzi e, pace all’anima sua, Biagi.
Ma va tutto bene: il paese lo adora, qualunque cosa dica e faccia (o non faccia).
Tutta questa cagnara poi serve a sviare l’attenzione da cose più serie, tipo: la sparizione delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, o la norma inserita nella finanziaria che dà il via alla privatizzazione dell’acqua.
Qualcuno poi dovrebbe spiegare perché i quaranta (40) euro della social card non potevano essere inseriti direttamente nelle pensioni degli aventi diritto, invece di materializzarsi in una carta che avrà già un costo di realizzazione e gestione (chi paga?) e poi qualifica con certezza i bisognosi come tali un po’ come la stella gialla sulle giacche degli ebrei della germania nazista.
Poi l’ultima in ordine di tempo (ma fino a stasera, ovviamente): “Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo”.
Vale a dire ? Regolamentare in che senso ??
L’internet e il suo carico di mostri adescatori di minori, istruttori di bombaroli fai da te, pornoaddicted e chattatori cocainomani finalmente sotto l’occhio vigile del Premier che, ovviamente, è anche stato internet lui stesso subito dopo essere stato operaio e prima di essere stato presidente del milan…
Ma cosa è successo a questo paese?
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