Today's a Brand New Day

sì, certo, come no.

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[ottima] Compagnia

Pubblicato da Federì su 19 Settembre 2008

Non fosse una tragedia la questione AZ, si potrebbe scherzarci molto sopra: ad esempio mettendo in fila tutte le incompetenze dimostrate dai vertici della compagnia negli anni recenti, oppure sottolineando come la maggioranza dei dipendenti che ieri esultavano per il ritiro della cordata berlusconiana, proprio ad aprile avessero dato il loro voto al berlusca che aveva allontanato lo spettro di AirFrance.
Ma è una tragedia.
20mila persone, tutte gravitanti su Roma e il Lazio, sono a forte rischio disoccupazione e dietro tutto l’indotto che non è solamente il personale che ruota intorno alle attività aeroportuali, ma anche tutte quelle aziende del comparto del turismo, in e out, che con AZ hanno già pianificato programmazioni invernali e flussi turistici.

Dire, come il Premier và dicendo, con il solito stuolo di corifei, che la responsabilità è tutta della CGIL e del sindacato Piloti, è una balla che si giustifica solamente con il suo monopolio dell’informazione e conseguente assenza dalla scena di voci dissenzienti, ma la realtà è un’altra: l’Alitalia è stata vissuta dalla classe dirigente del Paese, da sempre, come “cosa loro”, da utilizzare per propri scopi, di volta in volta diversi, ma mai prendendo in considerazione le regole del mercato del trasporto aereo, anche quando, dopo il famigerato 9/11, era evidente a molti che diventava ancora più difficile far volare con profitto un aeroplano commerciale.

L’epilogo di oggi è frutto di una gestione chiaramente sconsiderata di uno dei settori più competitivi a livello globale e che proprio la destra, a parole liberista ma nei fatti non si sà bene cosa, si ritrovi con il cerino acceso in mano mi pare assuma le sembianze di un’italianissima legge del contrappasso: le maggiori compagnie aeree europee, AF, LH BA e IB hanno tutte affrontato per tempo (chi prima chi dopo), anche all’indomani della tragedia delle torri di NYC, il momento difficile intervenendo con ritrutturazioni, anche dolorosissime, ma che non avevano il carattere di ultimatum, in un contesto internazionale nerissimo, come oggi invece è la questione AZ.

La dimostrazione, se ne servisse ancora un’altra, che la classe dirigente del paese non ha a cuore il destino dei cittadini tutti, ma solamente quello dei propri più stretti interessi.

E’ ora di un bel ricambio completo.

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AR

Pubblicato da Federì su 28 Agosto 2008

Bravo.
Come altro giudicare Berlusconi per la soluzione Alitalia?
Bravo: 1 milione di volte.
Perché ad infinocchiare per l’ennesima volti milioni di elettori solamente lui poteva riuscire:
E così è stato: in piena campagna elettorale ha promesso soluzioni che non potevano trovare alcuna fattibilità; ha attaccato il governo Prodi per la “svendita” ad AirFrance; ha trovato la sponda in un Sindacato sbandato e senza prospettive.
E ora la soluzione è: un regalo a 4/5 imprenditori vicini che in cambio di qualche spicciolo otterranno concessioni immobiliari in aree che daranno loro grandi profitti (Linate che sarà ridotto a aeroporto business di servizio alla nuova area residenziale -Ligresti-, Fiumicino dove allargheranno lo scalo -Benetton-, Expò di Mialno – Caltagirone-, etc.) oltre alla prospettiva di rivendere la newco (la futura alitalia senza debiti) alla Compagnia Internazionale che la assorbirà, lucrando sulla rivalutazione del valore delle azioni; 7000 esuberi (contro i 2500 del piano di AirFrance/Prodi) da ricollocare nel Pubblico Impiego (il rampista alle poste?); i debiti della vecchia Alitalia accollati ai contribuenti; la sospensione dell’antitrust sulla rotta in monopolio Roma-Milano (pagheranno due volte i cittadini: i debiti e il costo del volo Roma Milano o viceversa).
Un capolavoro.
Solamente Lui poteva ruscirci e solamente in un Paese allo sbando come questo.
Bravo!
E bravi tutti gli italiani che lo hanno votato e ora potranno dire: visto? dopo la mondezza di Napoli anche questa l’ha risolta, tanto sui suoi media passa solamente il salvataggio, il come è molto defilato…

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la bufala

Pubblicato da Federì su 30 Luglio 2008

Berlusconi ha raccontato una bufala su Alitalia in campagna elettorale.

I Sindacati hanno abboccato con tutte le scarpe.

I contribuenti (i cittadini che pagano le tasse: quindi non tutti) hanno pagato 300 mln di Euro di tasca propria.

Ora mentre nel mondo si va verso grandi concentrazioni, qui da noi si nicchia: non si danno annunci ufficiali per paura di un agosto “a terra” per l’inevitabile sciopero dei dipendenti AZ.

Pochi, pochissimi giornali, però, qualificano il Premier con il giusto aggettivo: bugiardo.

Ma non è questione di conflitto d’interessi, e neanche di regime soft, no.

E’ questione di palle.

L’editoria di questo Paese, come il Paese tutto del resto, non ha palle di chiamare le cose con il proprio nome e di toccare il manovratore: meglio dare addosso ai Rom, loro sì che sono la vera emergenza nazionale.

Ripetete tutti con me:

Berlusconi è un bugiardo, Berlusconi è un bugiardo, Berlusconi è un bugiardo, Berlusconi è un bugiardo, Berlusconi è un bugiardo, Berlusconi è un bugiardo, Berlusconi è un bugiardo…

Forse qualcuno sentirà e comincerà a farsi delle domande …

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zitelle & spose

Pubblicato da Federì su 29 Luglio 2008

mentre la nostrana Alitalia è destinata a rimanere zitella sul mercato del trasporto aereo (non mi chiamerete matrimonio quello paventato con airone??), qui si tenta di fare il matrimonio del decennio.

il colosso del trasporto aereo verso il nord america che tenta le nozze con quello verso il sudamerica.

il tutto barile permettendo…

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