mero proprietario
Pubblicato da Federì su 28 Ottobre 2009
Il mero proprietario di Mediaset ieri sera ha utilizzato la televisione di stato, principale concorrente della sua mera proprietà, per lanciare attacchi personali ad un altro potere dello stato, la Magistratura, e per comunicare, a senso unico, personali giudizi sul neosegretario del partito di opposizione al governo da lui presieduto: non lo sapevate? Il mero proprietario di Mediaset è anche Presidente del Consiglio del Governo Italiano.
Il mero proprietario, intervenuto telefonicamente a Ballarò dal letto di dolore (ha la scarlattina, come gli infanti), dovrebbe sapere che la televisione di stato non è sua proprietà: né mera né completa e non ne può disporre a suo piacimento per dar sfogo ad istinti di alcun genere, quand'anche fossero legittimi.
Se non lo sapesse, sarebbe il caso che i conduttori, nelle cui trasmissioni interviene senza essere invitato, glielo ricordassero: o non dandogli la linea o interrompendogli l'audio nel momento in cui andasse oltre il limite (cioé sempre).
Il mero proprietario è un cittadino come gli altri: ha gli stessi diritti (nessuno in più) e gli stessi doveri, anzi, forse ha dei doveri in più, vista la carica che ricopre: essere più trasparente degli altri, più disponibile a rispondere a domande scomode, più pronto a dissipare dubbi sulla sua innocenza, più disponibilità a ricevere critiche dai cittadini e dalla stampa, più pazienza nei confronti di chi gli chieda conto del suo operato.
Il mero proprietario, quantunque affermi di avere percentuali fantastiche di italiani che lo gradiscono, tutte da dimostrare, deve tenere conto in egual misura di quelli che non lo gradiscono e di quelli che non lo pensano proprio: piantandola di insultare, anche indirettamente, sbeffeggiando quei partiti e segretari che li rappresentano, chiunque appartenga alle fila di queste ultime due categorie.
Il mero proprietario sarebbe opportuno, per il bene di questo Paese disgraziato, si pensionasse dai suoi innumerevoli incarichi e lasciasse la partita ad altri che non siano meri proprietari di alcuna impresa di alcuna categoria merceologica, che abbiano un'età che ne garantisca un vigore e una visione prospettica più adeguata ai tempi veloci e complessi che stiamo vivendo e che interpretino l'incarico politico come un onore e un dovere nei confronti dei propri concittadini.
Mero proprietario si faccia da parte, suvvìa.
Questo post è stato pubblicato il 28 Ottobre 2009 a 3:43 pm ed è archiviato in riflessioni ad alta voce. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.




