Il ritorno
Pubblicato da Federì su 25 Settembre 2009
E’ tornato Santoro.
Sono tornate le polemiche.
Ho visto la puntata fino a poco prima delle undici.
Mi è piaciuto il cappello di Michele Santoro: siamo diversi e rivendichiamo il diritto di essere diversi, vuol dire essere contro? non credo, credo voglia dire volere una democrazia più sana e sicura (più o meno, questo il succo).
Mi è piaciuto il mandare in onda il video della risposta di Berlusconi alla domanda del giornalista di “El Paìs” con Zapatero presente: quello in cui dice delle cose inascoltabili sulla presenza delle donne nelle sue campagne elettorali, e quello di Brunetta in cui dice che il 30% degli italiani sono fannulloni che non hanno mai lavorato e vivono alle spalle di quelli che si fanno un mazzo così.
(Brunetta pareva Paolo Rossi nella sua più riuscita imitazione).
Per il resto è il solito grandissimo casino: dove gli ascrivibili al centrodestra spendono parole e urla per difendere Berlusconi a prescindere e quelli ascrivibili al centrosinistra spendono parole per difendersi dagli attacchi utilizzati dai centrodestri per difendere il loro comandante in capo.
L’unica Signora in studio, direttore de L’Unità, è stata come sempre fatta bersaglio di scostumatezza da parte dei maschi centrodestri e, nonostante ciò, ne è uscita come fosse un gigante e per la capacità di replicare e smentire e per quella di provare ad approfondire concetti altrimenti troppo facilmente lasciati passare senza attenzione, nonostante la loro evidente importanza.
Travaglio ha descritto con il suo fare molto furbo fatti che in altri paesi porterebbero a dimissioni immediate i politici coinvolti (Berlusconi e D’Alema, nello specifico di ieri sera).
Tutto però nel solito clima per cui vengono buttate sul tavolo affermazioni accompagnate da urla che non vengono approfondite ma lasciate lì ad ammuffire in attesa del personale delle pulizie al mattino dopo.
Mentana: inutile, pare sempre sia in attesa di una telefonata di qualcuno che gli ridia la direzione del tiggicinque e quindi non si sbilancia, mai.
L’intervista a Feltri mostra un’ottima capacità di fare inchiesta ma, non essendo possibile ragionarci serenamente in studio, rimane anch’essa lì, appesa senza sviluppi.
Se non fossero schiavi dell’auditel mi permetterei di dire a Santoro di invitare al massimo quattro persone, possibilmente non politici di spicco e di legare di più gli interventi in studio ai servizi mandati in onda senza mettere troppa carne al fuoco: forse così mi risponderebbe di guardare “L’infedele” di Gad Lerner e lasciar perdere RaiDue.
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Now playing: Huey Lewis & the News – Sports – I want a new drug
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Ubaldo detto
Niente di quello che e’ stato detto nella puntata era nuovo, per chi normalmente legge i giornali o accede a fonti d’informazioni diverse dalla TV generalista. Giornalisti ed opinionisti del centro destra hanno avuto larghissimo spazio : Bocchino,Belpietro,Feltri,Facci,Brunetta,Berlusconi stesso. (Mentana lo escludo, trombato meschino penoso e tristissimo) Ma per la prima volta (!!) si e’ vista il Tv la D’Addario, peraltro in alcuni passi molto soft dell’intervista al Pais, e , sembra incredibile, per la prima volta molti italiani hanno saputo che il presdelcons familista si intrattiene prostitute. Non serve il dibattito tra giornalisti prezzolati cani da guardia del potere, e, mi si lasci dire, altri pagati da denaro pubblico come la De Gregorio. Si mostrino fatti, si intervisti Tarantini, le altre escort,possibilmente senza commento, ognuno si faccia il proprio.
Federi' detto
Concordo con te Uba: chi ha fonti di informazioni “altre” può tranquillamente fare a meno di tutta l’informazione della TV in chiaro in Italia. E’ che chi tutela gli altri?
Nessuno ovviamente.
Non i Berluscones che sono troppo occupati a difendere i propri privilegi attraverso la “venerazione” a prescindere del capo, non i centrosinistri che, come i polli di Renzo, sono tutti presi a beccarsi fra di loro.
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