E’ solo un po’ di nebbia…
Pubblicato da Federì su 3 Giugno 2009
Insomma c’è questa situazione qui per cui tutti sono stufi di sentir parlare delle donnine del presdelcons, che ci sono cose più importanti e non è possibile perché c’avrà diritto a una vita privata ’sto qua, vist’anche che la moglie lo tradisce da un sacco di anni e lui che è tanto una brava persona ha sempre cercato di dare un’immagine pulita della famiglia e di tutelarla.
E quintalate di carta stampata, più o meno patinata, che insistono a tenere la barra puntata verso le donnine e allora sai cosa c’è: io lo rivoto questo qua che non si merita un trattamento del genere, lui che ha fatto tanto per questo paese e tanto sta facendo e guarda i terremotati e guarda l’alitalia e guarda la mondezza e guarda qua e guarda là.
E lui si sbatte tanto: gira, presenzia, parla, giura, ricusa e smentisce, sorride e blandisce.
Ma.
Governare non riesce. Perché questo sistema nato nel ‘48 è nato lento, per un paese senza internet e senza televisioni, per un paese senza cayenne e senza frecciarossa, e ora non va più bene. Ci vuole un sistema più mediaset premium e meno rai analogico, che tu schiacci un tasto “click” e hai una legge, un decreto, una riforma belleppronta senza tropp’indugi, passaggi parlamentari, voti di fiducia e ostruzioni e question time e “riferisca in parlamento”. Una democrazia efficientista, sul modello dell’azienda perfetta, quella nella quale il padrone è il miglior manager disponibile e non sbaglia una mossa da 40 anni.
E il paese è in stallo: le riforme non si fanno perché l’opposizione fa ostruzione e non c’è dialogo che si possa avere con chi attacca con tutti i mezzi possibili l’azione di governo, che però è ferma per i motivi di cui sopra.
Ma lui vorrebbe tanto.
Sì vorrebbe tanto perché in fondo questo è il paese che lui ama, è per questo che scese in campo a suo tempo, non per altro; non per quello che questa sinistra illiberale e astiosa continua a ripetere senza essere mai costruttiva.
Vorrebbe che tutti sorridessero come lui sorride; vorrebbe un paese allegro e ottimista, dove gli operosi italiani gioissero del contributo concreto che tutti i giorni ricevono dal più fecondo governo della storia della repubblica. Vorrebbe un paese dove tutti allegri ballassero sulle canzoni del fido Apicella.
Ballando senza curarsi di nulla, così…
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Listening to: Franco Battiato – Povera patria
Questo post è stato pubblicato il 3 Giugno 2009 a 3:33 pm ed è archiviato in farneticaziùn, politìk, riflessioni ad alta voce. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.





BraGiu aka Beppe Bravi detto
Ebbè c’hai ragione… porello..