Today's a Brand New Day

sì, certo, come no.

Archivio per Giugno 2009

la divisa delle libertà

Pubblicato da Federì su 24 Giugno 2009

Leggete questi due post.

Ecco, se vi prende la stessa sensazione di rabbia con annessa repressione di lacrime, parlatene con i vostri amici. Dite agli altri che razza di paese è diventato questo. Raccontate come sempre più le donne siano considerate niente e come la questione sicurezza, tanto sbandierata in campagna elettorale dal sultano satiro e i suoi accoliti, sia altro da quello che è stato propagandato e nulla sia stato fatto in concreto. Perché fare qualcosa sul tema sicurezza delle donne, significa prima di tutto cambiare l’approccio delle persone al problema, in particolare di quelle delegate alla gestione e prevenzione della sicurezza. E’ un cambiamento culturale quello che va intrapreso, altrimenti non ci sono mezzi messi in campo che possano essere efficaci. Se un qualunque tutore dell’ordine pubblico pensa che le donne single siano pericolose per loro stesse per il solo fatto di essere single, signori miei, poco ci differenzia dalla scandalosa Repubblica Islamica al centro delle attenzioni di questi giorni.

Del resto un paese che difende le mirabolanti prestazioni amatorie del proprio ultrasettantenne presidente del consiglio, ha un lungo percorso di crescita da fare prima di poter assicurare pari dignità e sicurezza alle proprie concittadine.

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Listening to: Sheryl Crow – If It Makes You Happy

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orticaria emotiva

Pubblicato da Federì su 10 Giugno 2009

Vabbè. C’è questa cosa qui. La cena del liceo dopo 31 (!!!) anni dall’inizio in quarta ginnasio. E la cosa in sé non mi faceva orrore. Mi lasciava perplesso la scelta di quella data (il primo ottobre) che seppure richiamasse effettivamente il primo giorno di scuola, la trovavo un bel po’ in là nel tempo. Risposi infatti: “sì, bòno chi c’ha n’occhio da qui ad allora”. Finita lì.

Poi quei due / tre interventi così zuccherosi e evidentemente sopra le righe e trasudanti ipocrisia hanno fatto saltare il tappo. Sì. Ho tracimato. Come il Sarno. No, vittime no. Ma quasi.

E’ che se c’è una cosa che mi urge il vomito è l’Ipocrisia Unta. Trattasi di quella particolare forma di finto interessamento alle vicende della vita altrui espressa con toni e metasegni che tradiscono altri pensieri, più veri: le bollette da pagare, il pannolino da cambiare, la macchina da lavare, la partita di calcetto da fissare.

Il tracimare, però è stato anche peggiore dell’ignorare. Ho compreso, una volta tracimato, che l’Ipocrisia Unta non viene via facile con la spontex e lo sgrassatore conad 3,99 sconto alla cassa.
Nu cazz’.
Ci vuole la lancia termica.
Ché l’Ipocrisia Unta non è un atteggiamento superficiale, un soprabito che si mette e si toglie a seconda della stagione o del dentro o fuori.
No.
L’Ipocrisia Unta è iscritta nel dna.
Sta lì, annidata tra i geni che regolano la crescita dei capelli e quelli che stabiliscono se hai gli occhi a mandorla o meno.
E quindi non la puoi educare, smussare, ridurre e meno che mai cancellare. Neanche con l’intervento di un Nip & Tuck di quartiere.

Anche la lancia termica è soltanto una vana speranza.

Epperò l’Ipocrisia Unta fa presa. Eccome. Ci si sente lusingati: guarda un po’ sto’ qua dopo tutto sto’ tempo quanto è carino ad interessarsi alla mia presenza.
E piace.
Ad altri.

Io, che notoriamente sono selettivo, a volte al limite dell’eremitismo, mi urto e mi viene l’orticaria emotiva.

Cosa sia l’orticaria emotiva, non c’è bisogno di spiegarlo, no?

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Listening to: Tiromancino – La descrizione di un attimo – Strade

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Notte prima degli Esami

Pubblicato da Federì su 8 Giugno 2009

Istruzioni per la lettura:
scritto introspettivo ad uso e consumo di chi ha da sapé…

[STRONZO DI MERDA MODE: ON]

Ma che fantastica storia è la vita (cit.): guarda un po’.

Tutti vogliosi di incontrare i vecchi compagni di classe che per 31 anni non hanno mai cagato e adesso invece, eh?

Va bene che dicono che a Roma e Milano nell’aria c’è una percentuale di cocaina superiore alla media, ma secondo me questo va ben oltre.

Un’euforia che neanche l’italia pallonara che vince il mondiale: insomma per mesi siete stati qui sul soscialnètuork solamente come fotografiucce senza alcun segno di vita e mo’, tutto d’un tratto (cit.), come le ranocchie dell’esperimento di fisica, tutti a muovere gambette e manine in preda all’eccitazione.

… E vieni anche tu che ci sei sempre stata nel cuore, ma si figuri grazie a lei che non ho mai dimenticato, ma che vuoi non chiamare il supernerd che a scuola tutti evitavano come la peste e invece adesso farà tanto “nessuno sarà lasciato indietro” (cit. della cit.); e dai chiamate “chi l’ha visto” magari riusciamo a recuperare anche quel tipo con la fascetta da tennista in testa a reggere i capelli sempre unti e la felpa nera fissa senza mai un passaggio per la lavatrice che, non ho neanche idea di come si chiamasse, però fa tanto “quanto siamo altruisti e adulti rispettabili”.

Ma qualcuno che si faccia venire il dubbio del perché dopo il liceo la maggior parte di noi si è persa di vista, non c’è?

Qualcuno che si chieda: ma se da mesi sono qui sul posto più cazzaro dell’intera internèt e non ho mai trovato manco un minuto per chiedere ai miei ex compagni di liceo “Come stai? Che fai? Che dici se ci scambiamo qualche impressione sul mondo in cui viviamo?”, ma come penso di riattivare una relazione “ex abrupto” dopo 31 anni di silenzio? Solamente perché, casualmente, ero il quinto/a o il ventunesimo/a (mettete i numeri che volete) dello stesso registro degli altri che vorrei tanto incontrare e adesso è più facile perché c’è il “grande elenco telefonico della terra” (cit.) a disposizione sul PC dell’ufficio?

Vuoi mettere una bella cena con 30/35 persone dove potrai scambiare tre al massimo quattro parole di circostanza con il 50/60% dei presenti, magari dieci con il 30% e forse, se proprio capita di sedertici di fronte (sempre che non ti sia scelto strategicamente il posto), dieci minuti di chiacchiera continuativa con i due/tre di fronte/di fianco; e alla fine si potrà dire ma hai visto quello come è ridotto, l’altra come si mantiene è proprio come era allora, e quanti belli figli madama doré (cit.)…

Insomma compagnucci della parrocchietta Anco Marzio: che bella spadellata di ipocrisia.

Sapete ero stronzo allora e non sono affatto cambiato, così risolvo la curiosità da rivistina gossip in anticipo e mi sollevo dall’imperativo categorico del: “01102009: Cero anch’io alla rimpatriata”, se qualcuno fosse stato realmente interessato a scoprire come eravamo diventati, magari una mail su faccialibro l’avrebbe inviata da mesi e richiesto un “get toghether” a breve (sempre che la risposta fosse stata ritenuta interessante): beh, vi tolgo anche questo dubbio, con qualcuno è stato già fatto e ne è derivata una piccola soddisfazione reciproca, da coltivare con parsimonia e attenzione, visti i difficili equilibri da ripristinare dopo così tanto tempo.

Suvvìa compagni di merende, ma mica penserete di riattivare relazioni indicendo una pizzata stile fine anno scolastico dove il massimo dell’aspirazione è attaccare bottone con quella del primo (a caso, ndr) banco e vedere di svoltare l’estate (l’autunno del nostro scontento (cit.), in questo caso…)?

Senza rancore, ça va sans dire…

[STRONZO DI MERDA MODE: OFF]

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E’ solo un po’ di nebbia…

Pubblicato da Federì su 3 Giugno 2009

Insomma c’è questa situazione qui per cui tutti sono stufi di sentir parlare delle donnine del presdelcons, che ci sono cose più importanti e non è possibile perché c’avrà diritto a una vita privata ’sto qua, vist’anche che la moglie lo tradisce da un sacco di anni e lui che è tanto una brava persona ha sempre cercato di dare un’immagine pulita della famiglia e di tutelarla.

E quintalate di carta stampata, più o meno patinata, che insistono a tenere la barra puntata verso le donnine e allora sai cosa c’è: io lo rivoto questo qua che non si merita un trattamento del genere, lui che ha fatto tanto per questo paese e tanto sta facendo e guarda i terremotati e guarda l’alitalia e guarda la mondezza e guarda qua e guarda là.

E lui si sbatte tanto: gira, presenzia, parla, giura, ricusa e smentisce, sorride e blandisce.

Ma.

Governare non riesce. Perché questo sistema nato nel ‘48 è nato lento, per un paese senza internet e senza televisioni, per un paese senza cayenne e senza frecciarossa, e ora non va più bene. Ci vuole un sistema più mediaset premium e meno rai analogico, che tu schiacci un tasto “click” e hai una legge, un decreto, una riforma belleppronta senza tropp’indugi, passaggi parlamentari, voti di fiducia e ostruzioni e question time e “riferisca in parlamento”. Una democrazia efficientista, sul modello dell’azienda perfetta, quella nella quale il padrone è il miglior manager disponibile e non sbaglia una mossa da 40 anni.

E il paese è in stallo: le riforme non si fanno perché l’opposizione fa ostruzione e non c’è dialogo che si possa avere con chi attacca con tutti i mezzi possibili l’azione di governo, che però è ferma per i motivi di cui sopra.

Ma lui vorrebbe tanto.

Sì vorrebbe tanto perché in fondo questo è il paese che lui ama, è per questo che scese in campo a suo tempo, non per altro; non per quello che questa sinistra illiberale e astiosa continua a ripetere senza essere mai costruttiva.
Vorrebbe che tutti sorridessero come lui sorride; vorrebbe un paese allegro e ottimista, dove gli operosi italiani gioissero del contributo concreto che tutti i giorni ricevono dal più fecondo governo della storia della repubblica. Vorrebbe un paese dove tutti allegri ballassero sulle canzoni del fido Apicella.

Ballando senza curarsi di nulla, così…

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Listening to: Franco Battiato – Povera patria

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