Scusatemi tanto, ma io vedo due aspetti che mi inquietano molto nella questione Fiat-Chrysler(-Opel) di cui pochi, fin’ora, parlano.
1. Grazie a quest’accordo entreranno di straforo, ma entreranno e prenderanno posizione senza poter essere più rimosse, regole e comportamenti Statunitensi nei rapporti industria – lavoratori – sindacati e in quelli società – lavoratori – prodotti.
2. Possibile che si possa ancora pensare che il futuro industriale e di sviluppo dell’occidente passino attraverso il trasporto individuale e quindi la produzione di automobili, senza pensare che, al di là dell’inquinamento da CO2 (che non esiste continua a dirci il Berlusconismo), c’è un limite fisico all’invasione delle automobili: lo spazio. O noi o loro: tertium non datur.
Ecco qui: ci avevano detto che questa crisi avrebbe messo in discussione il modello di sviluppo e le risposte, invece eccoci qua ad immaginare un futuro a immagine e somiglianza degli anni ‘60: con migliaia di “500″ ad invadere tutti i pertugi possibili e immaginabili di qui e di là dell’oceano. Viva il design e viva il Vintage !!




