Today's a Brand New Day

sì, certo, come no.

Archivio per Marzo 2009

missionari…

Pubblicato da Federì su 31 Marzo 2009

Nascono dalle parole divine del grande capo i missionari della libertà.
Quelli che inc0ntrando noi conculcatori di libertà utilizzeranno tutte le loro (libere) armi di persuasione per acquistarci al grande credo delle libertà del popolo delle libertà.
Libertà vo’ cercando ch’è sì cara…
Il missionario delle libertà illustrerà la libertà dello Stato di tenerti in vita, infilandoti un bel sondino nasogastrico via ombelico, in uno stato vegetativo fino a che la libertà divina non intervenga.
Il missionario delle libertà illustrerà la libertà di allargare la tua casa quando ne avrai voglia e come ne avrai voglia senza impedimento alcuno.
La libertà di organizzare la tua ronda personale e tenere alla larga dalla tua casa appena allargata, e da quella dei tuoi concittadini italiani liberi come te, negri, marocchini, zingari e rumeni.
La libertà di non pagare le tasse quando le trovassi troppo esose.
La libertà di trovarti qualcos’altro da fare, se il lavoro ti lasciasse con il culo per terra.
La libertà di non celebrare la liberazione dall’oppressione nazifascista.
La libertà di votare il candidato che ti pare più opportuno.
La libertà di fare figli anche se la natura non aiuta.
La libertà di utilizzare la rete internet per crescere culturalmente e come cittadino.
Missionari. In libera uscita. Pronti a portare il verbo della libertà. Li immagino al sud, chessò a Locri a parlare di libertà, o a Casal di principe.
Immagino il Paese finalmente liberato dall’oppressione comunista che ha soggiogato intere generazioni fino all’arrivo del Paladino delle Libertà.
Ora si può.
Grazie a Lui.
Liberi… di scegliere l’abbonamento della paytv (a metà prezzo, però).

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il coraggio delle parole

Pubblicato da Federì su 26 Marzo 2009

Saviano da FazioFabio. Il coraggio in prima serata è certamente un evento. E non solamente televisivo. Il coraggio di guardare in camera e dire che la camorra è uno schifo, che la vita nelle terre di camorra è uno schifo, che i ragazzi delle terre di camorra vengono derubati ogni giorno della loro felicità. La potenza delle parole. Le parole che si fanno luce tagliente ad illuminare il nero che la criminalità organizzata stende sulle terre dove regna. Le parole che dicono della paura di chi ha scelto, quasi incosciamente, di provare a liberare la sua terra da questa piaga. Oltre due ore di parole: dure, vere, coraggiose, tristi, come gli occhi di Roberto Saviano, la sua “non-vita” vissuta con consapevolezza ma con forte angoscia, la paura di non avere più una vita normale.
Una serata televisiva come quella di ieri su RaiTre meriterebbe cittadinanza in tutte le scuole “di ogni ordine e grado” di questa disperata penisola che giorno dopo giorno rinuncia ad un pezzetto della sua sovranità e, quindi, della sua felicità, del suo futuro, anzi del suo presente.

Grazie a Roberto Saviano, al suo coraggio, alla sua capacità di utilizzare le parole per abbattere il muro di silenzio che la cultura di mafia e camorra hanno istillato, goccia dopo goccia (di sangue) nel nostro Paese.

Siamo con te.

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allora smetti, no?

Pubblicato da Federì su 18 Marzo 2009

Berlusconi, il nostro amato Presidente del Consiglio, si sfoga, come farebbe una casalinga stressata, stanca del proprio ruolo di stira-spolvera-rassetta-portaascuolaifigli-emiomaritomaichemiaiutasse, o come un lavoratore precario, magari multilaureato che non trova il lavoro che pensa di meritare; sì, si sfoga e dice che il ruolo di Presidente del Consiglio gli fa schifo, proprio così ha detto: gli fa schifo.
Come ai bambini che non gli piace la verdura cotta e, viziatelli, dicono: “mamma, non la voglio”, “perché amato pargolo mio?”, “perché mi fa schifo!”.
La mamma degli anni ‘60 e ‘70, a questo punto mollava il pizzone educativo e la verdura andava giù; quella anni ‘80 e ‘90 mollava la battaglia e non insisteva; quella degli anni 2000 non si sogna mai e poi mai di proporre verdura cotta, tutt’al più un kinder fettaallatte, sì anche a cena!
Ma non divaghiamo (ché mi riesce facile): il Berlusconi schifa fare il Presidente del Consiglio, negli ultimi 21 giorni non ha mai dormito nello stesso letto (apperò!), ogni giorno deve recitare una parte diversa ed è stanco, nonostante, come tutti sappiamo, abbia un’età fisica di circa 25 anni (ogni anno recupera un anno indietro: miracoli di Scapagnini…).
Bene, caro Berlusconi, ti capiamo e comprendiamo il tuo dramma: tu pensavi di fare il Pres del Cons, tra parate e gi-otti, tra feste in ambasciate con caviale del pùtin e sciampagne della sarkosyzia, tra belle ministre e qualche panfilo di amici di amici.
Purtroppo tutte le volte che ti è toccato salire a Palazzo Chigi ti è crollato il mondo addosso (porti un po’ sfiga, eh?): e l’11 settembre e la crisi dei suppràim e il bossi preictus…
Ma se tifa così schifo e ti stanca così tanto perché non smetti?
Sì ci mancheresti un casino, certo avremmo grandissime difficoltà a trovare un sostituto degno e non sapremmo più con chi farci venire il fegato amaro, lasceresti un sacco di persone senza lavoro: dai tuoi tirapiedi ai comici che su di te hanno fatto fortune, ma, giuro, seppur tra mille difficoltà e ambasce, ce ne faremmo una ragione, amara, ma ce la faremmo.
Insomma, a noi che ti vogliamo bene, viecci a dire: “mi fa schifo!” perché noi, nati negli anni ‘60 abbiamo imparato dalle mamme di cui sopra: e una bella pizza educativa non te la toglie nessuno!

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