i polli di Renzo
Pubblicato da Federi' su 19 Febbraio 2009
I vertici del Piddì sono come i polli di Renzo: si beccano tra loro mentre Berlusconi li stà portando al mercato. Hanno già fatto fuori il Gallo che per mesi ha cantato al tramonto invece che all’alba, o a mezzodì quando era il momento di fare altro.
Il PD, cari miei, è nato da una serie di utopie irrealizzabili in questo paese: che i cattolici e i laici potessero condividere battaglie su temi che non sono disponibili, perché appaltati a uno stato terzo, o meglio sequestrati da uno stato terzo; che si potesse fare un partito leggero alla Forza Italia senza possedere tre televisioni e un mucchio di giornali e magazine molto diffusi; che si potesse applicare il modello di governo Roma all’intero paese, che di Roma non vuol sentirne pronunciare neanche il nome; che si potesse gettare nel cesso (dopo aver scelto il segretario che non ne aveva mai parlato) un naturale dialogo a sinistra per inseguire un ennesimo partitino personale di un ex magistrato demagogo e egotico; che si potesse fare tutto questo prescindendo da D’Alema, messo in un angolo senza alcuna considerazione, mica perché la meriti più di altri, ma perché lui crede di meritarla più di altri e quindi manda tutto a carte quarant’otto se non gliela si riconosce.
Insomma il monstrum creato in laboratorio è nato su presupposti che non potevano reggere il confronto con la realtà e il risultato, ora, è sotto gli occhi di tutti.
E, mi spiace dirlo, ma qui si era già detto nell’estate del 2006, quando nelle feste dell’unità si cercavano i banchetti per votare contro la creazione del piddì, ma invano.
Questo post è stato pubblicato il 19 Febbraio 2009 a 12:59 pm ed è archiviato in farneticaziùn, politìk, riflessioni ad alta voce. Contrassegnato da tag: piddì, risultati, utopie. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.





pietro detto
Ed aggiungerei che oltre a ciò che dici c’è anche il fatto non irrilevante che si propone come un partito di sinistra ma la sua politica non è dissimile dalla destra che gli elettori hanno deciso di premiare…in quanto più autentica. Ciao, Pietro.