Today's a Brand New Day

sì, certo, come no.

Archivio per Settembre 2008

ragione

Pubblicato da Federì su 25 Settembre 2008

ha ragione Berlusconi a dire che Veltroni ha remato contro.

ha ragione Veltroni a dire che Berlusconi non ha fatto il bene della compagnia.

La vicenda si riduce ad una questione di chi ha ragione e chi ha torto: tra i due non so chi mi faccia più pena.

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Acero [foglia di...]

Pubblicato da Federì su 23 Settembre 2008

Today I got the blues…

Sì… mi mancano gli spazi infiniti del Canada dal quale sono appena tornato.
Mi manca il cielo striato di nuvole che si rincorrono all’infinito fino a fondersi con il grigio-blu dell’atlantico.
Mi mancano gli abeti affacciati sulle scogliere lambite dalla marea: il verde che si riflette sulle acque cristalline delle baie quiete del pacifico.
Mi mancano gli incontri improvvisi con la lince all’angolo della strada, con il coyote che trotterella tra gli alberi, il daino che si affaccia dal bosco e le tracce evidenti dell’orso bruno che, forse, è meglio non incontrare troppo da vicino.
Mi mancano quelle vette innevate tutto l’anno e il colore turchese dei laghi nutriti dai ghiacciai perenni, mi mancano i sentieri tra cascate impetuose e fitti boschi di abeti dal fusto bianco; mi mancano il passaggio al tramonto dell’alce diretto al fiume e il suo rantolo nella stagione dell’amore.
Mi manca quel momento al mattino quando sorge il sole e la temperatura fà un balzo tale da passare da un autunno inoltrato ad una primavera avanzata (per noi mediterranei, ovviamente).
Mi manca quella serenità che ho trovato quasi sempre nelle persone incontrate durante i percorsi: serene nonostante gli inverni a -20°, nonostante il market più vicino sia ad un’ora di automobile, nonostante il loro paese sia in realtà composta da 10 famiglie sparse su di una superficie grande come un’intero quartiere romano, nonostante d’estate abbiano delle zanzare grandi come dei passerotti; serene e civili, soprattutto.
Mi manca quel rispetto degli altri che trasuda dai loro comportamenti e dalle loro parole.
Mi manca quella predisposizione positiva verso gli stranieri che dimostrano anche nelle grandi metropoli, in apparenza così simili alle nostre, ma di fatto molto diverse: una curiosità verso il nuovo che noi non abbiamo più e che solamente 100km più a sud, oltre il confine, i cugini statunitensi hanno perso e chissà se la ritroveranno mai.
Mi manca quell’orgoglio non arrogante che li porta a far sventolare la loro bandiera su ogni singolo giardinetto difronte a casa insieme a quella della propria provincia o della propria origine (scozzese, irlandese, francese, norvegese, italiana, a cercarle ci sono tutte…), quella dignità e rispetto per la propria terra che li porta ad avere le comunità che vigilano (neighbourhood watching: dicono i cartelli) perché niente e nessuno possa “sporcare” in alcun modo il territorio che vivono.
Mi mancano quelle distese di aceri senza fine che tra qualche giorno esploderanno in una messe di colori infuocati dal giallo al rosso e qualche verde qua e là che resiste, realizzando quadri di incomparabile bellezza che noi umani facciamo fatica a riconoscere …

Mi manca un paese che vorrei tanto diventasse il mio: chissà se prima o poi …

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[ottima] Compagnia

Pubblicato da Federì su 19 Settembre 2008

Non fosse una tragedia la questione AZ, si potrebbe scherzarci molto sopra: ad esempio mettendo in fila tutte le incompetenze dimostrate dai vertici della compagnia negli anni recenti, oppure sottolineando come la maggioranza dei dipendenti che ieri esultavano per il ritiro della cordata berlusconiana, proprio ad aprile avessero dato il loro voto al berlusca che aveva allontanato lo spettro di AirFrance.
Ma è una tragedia.
20mila persone, tutte gravitanti su Roma e il Lazio, sono a forte rischio disoccupazione e dietro tutto l’indotto che non è solamente il personale che ruota intorno alle attività aeroportuali, ma anche tutte quelle aziende del comparto del turismo, in e out, che con AZ hanno già pianificato programmazioni invernali e flussi turistici.

Dire, come il Premier và dicendo, con il solito stuolo di corifei, che la responsabilità è tutta della CGIL e del sindacato Piloti, è una balla che si giustifica solamente con il suo monopolio dell’informazione e conseguente assenza dalla scena di voci dissenzienti, ma la realtà è un’altra: l’Alitalia è stata vissuta dalla classe dirigente del Paese, da sempre, come “cosa loro”, da utilizzare per propri scopi, di volta in volta diversi, ma mai prendendo in considerazione le regole del mercato del trasporto aereo, anche quando, dopo il famigerato 9/11, era evidente a molti che diventava ancora più difficile far volare con profitto un aeroplano commerciale.

L’epilogo di oggi è frutto di una gestione chiaramente sconsiderata di uno dei settori più competitivi a livello globale e che proprio la destra, a parole liberista ma nei fatti non si sà bene cosa, si ritrovi con il cerino acceso in mano mi pare assuma le sembianze di un’italianissima legge del contrappasso: le maggiori compagnie aeree europee, AF, LH BA e IB hanno tutte affrontato per tempo (chi prima chi dopo), anche all’indomani della tragedia delle torri di NYC, il momento difficile intervenendo con ritrutturazioni, anche dolorosissime, ma che non avevano il carattere di ultimatum, in un contesto internazionale nerissimo, come oggi invece è la questione AZ.

La dimostrazione, se ne servisse ancora un’altra, che la classe dirigente del paese non ha a cuore il destino dei cittadini tutti, ma solamente quello dei propri più stretti interessi.

E’ ora di un bel ricambio completo.

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