povera Winehouse, mi fa una pena enorme.
talentuosa, innovativa e baciata da CLIO è ormai trattata alla stregua di un elephant woman.
qualunque cosa faccia, anche soltanto uscire di casa in mutande (che vuoi che sia…), è immediatamente testimoniato su tutti i tabloid inglesi e pochi istanti dopo su tutte le edizioni on line dei giornali occidentali (ma non solo).
non c’è rehab che tenga: la caduta libera di AMY è inarrestabile, non pare esserci una via di uscita.
come stesse ripercorrendo la strada di Billie Holiday: chissà se anche dietro l’inclinazione autodistruttiva di Amy ci sono abusi familiari.
La sua musica, comunque, è fantastica.




