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sì, certo, come no.

Archivio per Dicembre 2007

la riforma della legge elettorale

Pubblicato da Federì su 3 Dicembre 2007

quindici anni fà ci dissero che il proporzionale moriva con la prima repubblica, quella della mazzette a destra e a manca, ma soprattutto al centro; ci dissero che la governabilità era legata a due schieramenti contrapposti che si sarebbero alternati a seconda dell’apprezzamento dei cittadini sul loro operato.

il proporzionale aveva fatto il suo tempo e l’ultima parte di questo “suo” tempo era particolarmente disdicevole.

i cittadini si espressero con un referendum a favore del maggioritario con numeri decisamente inoppugnabili.

non era neanche finito lo spoglio che la legge in senso maggioritario (mattarellum) era già stata “dopata” con una quota di recupero proporzionale che nessun cittadino aveva chiesto: quota che condizionò i successivi anni di sistema maggioritario favorendo la nascita a dismisura di partitini sempre più personali e sempre meno utili alla causa dei cittadini.

non ho idea, ho perso il conto, di quante formazioni politiche esistano oggi, di quanti partiti si siano presentati alle ultime consultazioni politiche e di quanti siano presenti in parlamento, molti di più di quanti ne occorrano, sicuramente. pur essendo favorevole ad un pluralismo di voci, ritengo che la rappresentanza sia tale se non si arriva al paradosso di chi non rappresenta altri che se stessi e la propria famiglia (magari allargata a nonne zie e cugine di terzo grado, ma sempre famiglia), fenomeno altresì sempre più diffuso.

oggi si è arrivati al punto in cui molte delle forze politiche che solamente un anno fà erano schierate decisamente a favore del maggioritario e tali si professavano contro tutti e contro tutti, abbiano improvvisamente fatto un magnifico giro di valzer (o di valter?) per sposare il nuovo credo proporzionale: sempre in nome della governabilità.

che il valzer lo balli berlusconi non mi sorprende: ha fatto dell’improvvisazione la sua “cifra” politica lungo tutto il suo percorso, con l’unico obiettivo di parlare diretto al cuore del “popolo” per portarsi a casa una valanga di voti (per farci cosa poi è un altro discorso).

viceversa mi sorprende, non poco, che il valzer lo balli veltroni e il “suo” (proprio in senso di proprietà: speculare alla proprietà berlusconiana di forza italia prima e di questa nuova impresa, dopo) partito democratico che, credevo, ma devo aver capito male sin dall’inizio, avesse nel maggioritario la sua stessa ragione di esistenza, anzi di venuta al mondo. ma così pare che non sia: pur in salsa tedesca o ispanica o di chilli con carne, il proporzionale è il nuovo credo del piddì.

perché?

è una domanda semplice che dovremmo porci, almeno quanti di noi reduci da quindici anni di maggioritario contrapponente, hanno pensato che proprio la correzione proporzionale del mattarellum fosse responsabile della difficile governabilità di questo paese e che, di conseguenza, si dovesse apportare alla legge elettorale una modifica sì, ma in direzione definitivamente maggioritaria.

non è facile dare una risposta: di getto mi verrebbe da dire che il proporzionale permetterà la ricomposizione del grande centro postdemocristiano al quale si stà da tempo lavorando anche e soprattutto con l’enorme contributo della CEI, un grande centro magari più moderno della vecchia e mai dimenticata DC ma che sostanzialmente abbia la stessa funzione, quella di tagliare le estremità (soprattutto a sinistra) di un paese che non può permettersi di mettere in discussione il modello del capitale e del liberismo occidentale né di liberarsi dal giogo soffocante di Santa Romana Chiesa (e dal suo bisogno di accedere a fondi sempre più ingenti).

ma non si devono dare risposte di getto, troppo semplicistiche, bisogna fare lo sforzo di andare in profondità e cercare di essere più seri e attenti e analitici e credibili, sì bisogna impegnarsi di più.

magari domani, però…

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