Il comitato “No Berlusconi Day”, nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
ILTESTO DELL’APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.
Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all’indirizzo e-mail:
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Pubblicato da Federì su 14 Novembre 2009
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3 cose che ho imparato al WTM
Pubblicato da Federì su 11 Novembre 2009
La prima cosa che ho imparato al World Travel Market è che gli Italiani sono i migliori: davvero! Sono a tutti cocktails, ricevimenti, feste e altro dove c’è da presenziare, fare networking e marpionare le exhibitors dell’europa dell’est. Non solo ma sono quelli che sanno un po’ di tutto e riescono a relazionarsi con chiunque, anche nella lingua dei segni…
La seconda cosa è che il Turismo, a chiacchiere markettare, è il business perfetto: destinazioni meravigliose, tutte, assolutamente (anche il Kosovo aveva il suo appeal nonostante l’Exhibitor paresse uno delle pulizie, no offense intended, Pal! ), l’Ospitalità come stile di vita di tutti, ragazze bellissime, anche quelle dell’Azerbaigian (ommìoddìo: meglio le montagne, giuro…), Resort fantastici, tutti molto green/eco oriented ormai, solamente un piccolo particolare a rovinare il quadretto idilliaco: i Turisti che non ci sono più, o quasi.
La terza cosa che hoi imparato è che la tecnologia aiuta a fare business: soprattutto ai venditori di tecnologia. Mi spiego: ho assistito a cinque, dicasi cinque, conferenze sui benefici della tecnologia al Turismo, di queste quattro erano “sponsored” e una no. Indovinate quale è stata la più utile, chiara e trasparente? I tecnologi UK sono tutti belli orientati al business, il loro.
E’ stato comunque interessante partecipare alla grande kermesse: tra le sensazioni più belle c’è sicuramente la fantastica babele che si vive a partire dal tube dove ci si riconosce tutti dal badge e ci si sorride così a mezza bocca, tanto per non sembrare troppo italiani (vedi sopra): ho scambiato impressioni con una ragazza spagnola, una russa, una signora scozzese (magnificent accent indeed!), un ragazzo sloveno, uno israeliano, e uno di treviso. Ognuno di loro era lì convinto che il prossimo anno sarà migliore per il proprio business, che le persone torneranno a viaggiare, che le soluzioni tecnologiche aiuteranno a risparmiare costi, che la vita sarà più serena, più grande e bella che pria. (Bravo, grazie!).
Io non ho assolutamente idea come sarà il prossimo anno, ma sono convinto che se in tanti dicono che sarà migliore, lo sarà, in fondo crederci non costa nulla e fa bene allo spirito.
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allouìin…
Pubblicato da Federì su 31 Ottobre 2009
A me Halloween piace.
Anche se adesso fa un sacco figo dire che è una festa ammerigana e noi che cazzo c’entriamo.
Essere antiammerigani sempre e comunque è il nuovo essere fighi.
Quando ero pischello Halloween era una cosa semi sconosciuta, arrivava qualche frammento di cosa volesse essere attraverso Charlie Brown o qualche episodio illuminato di Topolino.
Non si festeggiava Halloween, in Italia, negli anni ‘80.
Chi, come me, stava crescendo bombardato dalle prime mode che arrivavano dall’ammeriga: il windsurf con tutto il suo armamentario, i ray-ban wayfarer, Bruce Springsteen, beh non poteva non infatuarsi di questo carnevale fuori stagione, con il suo portato di villette, giardini, stationwagon parcheggiate nel vialetto, dolcetti, bambini sorridenti e (apparentemente) strafelici.
Era come se ci dicessero: oh ragazzi, di là si sta da dio, guarda che fanno il giorno dei morti, quando da noi, la cosa più allegra da fare era accendere il cero sotto le foto dei bisnonni.
E così, anche se oggi è diventata da noi quello che già era allora di là, senza che noi lo capissimo, un’ennesima occasione di consumo: a me piace ancora.
E’ il bambino che rimane dentro anche da “grande” e che ti fa avere sempre voglia di giocare anche quando non ne avresti più tempo per tutti gli impegni da adulto che si ha.
E’ una scusa per fare festa, magari solamente con il pensiero: ma sempre festa; le feste ai bambini, anche quelli cresciutelli, piacciono tanto.
Ecchissenefrega se noi che cazzo c’entriamo: i bambini sono uguali dappertutto, vogliono sognare e giocare e basta.
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mero proprietario
Pubblicato da Federì su 28 Ottobre 2009
Il mero proprietario di Mediaset ieri sera ha utilizzato la televisione di stato, principale concorrente della sua mera proprietà, per lanciare attacchi personali ad un altro potere dello stato, la Magistratura, e per comunicare, a senso unico, personali giudizi sul neosegretario del partito di opposizione al governo da lui presieduto: non lo sapevate? Il mero proprietario di Mediaset è anche Presidente del Consiglio del Governo Italiano.
Il mero proprietario, intervenuto telefonicamente a Ballarò dal letto di dolore (ha la scarlattina, come gli infanti), dovrebbe sapere che la televisione di stato non è sua proprietà: né mera né completa e non ne può disporre a suo piacimento per dar sfogo ad istinti di alcun genere, quand'anche fossero legittimi.
Se non lo sapesse, sarebbe il caso che i conduttori, nelle cui trasmissioni interviene senza essere invitato, glielo ricordassero: o non dandogli la linea o interrompendogli l'audio nel momento in cui andasse oltre il limite (cioé sempre).
Il mero proprietario è un cittadino come gli altri: ha gli stessi diritti (nessuno in più) e gli stessi doveri, anzi, forse ha dei doveri in più, vista la carica che ricopre: essere più trasparente degli altri, più disponibile a rispondere a domande scomode, più pronto a dissipare dubbi sulla sua innocenza, più disponibilità a ricevere critiche dai cittadini e dalla stampa, più pazienza nei confronti di chi gli chieda conto del suo operato.
Il mero proprietario, quantunque affermi di avere percentuali fantastiche di italiani che lo gradiscono, tutte da dimostrare, deve tenere conto in egual misura di quelli che non lo gradiscono e di quelli che non lo pensano proprio: piantandola di insultare, anche indirettamente, sbeffeggiando quei partiti e segretari che li rappresentano, chiunque appartenga alle fila di queste ultime due categorie.
Il mero proprietario sarebbe opportuno, per il bene di questo Paese disgraziato, si pensionasse dai suoi innumerevoli incarichi e lasciasse la partita ad altri che non siano meri proprietari di alcuna impresa di alcuna categoria merceologica, che abbiano un'età che ne garantisca un vigore e una visione prospettica più adeguata ai tempi veloci e complessi che stiamo vivendo e che interpretino l'incarico politico come un onore e un dovere nei confronti dei propri concittadini.
Mero proprietario si faccia da parte, suvvìa.
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cellài du’ euri da buttà ?
Pubblicato da Federì su 23 Ottobre 2009
Amici, romani, compatrioti,
Il male che berlusconi fa a questo paese sopravviverà lui (e noi), il bene che non è riuscito a fare verrà sepolto insieme a noi.Quindi…
siccome du’ euri da buttà cellavete sicuro (sparambiateve ‘ncappuccino e ‘ncornetto), riunimose tuttassieme a ‘nora chevv’aggrada e annamo avvotà ppe lle primarie der partito democrattico-cristiano-social-laico-ma-forze-pure-’mpo’-communista.
Famo ‘mbrutto scherzo ar cavagliere: famoje vede’ che pure er peggio partitto de scentrosinistra daa storia der berpaese è mejo de ‘mpremier coruttore-puttaniere-mafioso e puro der milaan!
Se accetteno appuntamenti a orari pommeridiani pe’ anna’ a conzumma’ l’ischerzo più vicino a allouiìn che da adurti co ‘mpo’ de coscienZa se po’ ffà.
Poi, magara, pure ‘na pizzetta e ‘na biretta…
(libero invito in libero stato: sivvòlete, allargàte…)
Il 25 ottobre si vota dalle 7 alle 20 in oltre diecimila seggi.
Si vota una sola lista + 2 euro a testa.
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